Dicembre 2000 Motor Show di Bologna. C’è molto fermento nei pressi dello stand Alfa Romeo forse come non mai. L’attesa è tanta, tra gli alfisti e non, accresciuta anche dal grande successo suscitato dall’Alfa Romeo 156, auto dal design scultoreo, frutto del lavoro del Centro Stile di Arese. Vengono giù i teloni ed ecco apparire in tutta la sua bellezza la nuova segmento C con marchio del biscione identificata da tre cifre : 147. Erede delle meno fortunate Alfa 145 e 146, l’auto si presenta fortemente ispirata al design tradizionale della casa ma, anche, con stilemi originali. Realizzata, come la sorella maggiore sul pianale tipo evoluto, si presenta come una berlina per 5 persone,a 3 e 5 porte, con lunghezza di 4,17 m larghezza di 1,72 m ed altezza di 1,44 m. Quello che colpisce di questa vettura, destinata a riscuotere un grande successo, sono le sue proporzioni. Si parte da un frontale, dove fa la sua ricomparsa come segno identificatore primario, il classico trilobo Alfa Romeo, costituito da uno scudetto sviluppato in senso verticale, provvisto di listelli cromati, e da due prese d’aria nella parte bassa del paraurti anteriore.
Altro elemento derivato dalla tradizione, ed in particolare dall’Alfa Romeo 6C 2500 Villa d’Este, è il rilievo a forma di “V” sul cofano motore che parte dallo scudetto per terminare alla base del montante “A”. Lo sviluppo dello scudetto, con annesso stemma provvisto di “cometa”, comporta lo spostamento laterale della targa, altro elemento identificatore dei frontali Alfa Romeo dalla 156 in poi. La fiancata presenta una linea di cintura molto alta e finestratura laterale ridotta conferendo alla vettura un aspetto molto sportivo. Quello che impressiona maggiormente della stessa è l’alternarsi di superfici concave e convesse che creano contrasti chiaroscurali conferendo dinamicità all’intero corpo vettura. Il posteriore presenta un portellone provvisto di lunotto con andamento a “V” e parte bassa dello stesso fortemente bombato. L’elemento stilistico principale qui risulta essere il faro che si presenta in una originale forma a goccia, che però, visto di ¾ posteriore va a formare un ellisse perfetto. Il posteriore viene completato da un paraurti bombato e dalla soglia di carico alta. Nel complesso l’auto presenta uno sbalzo posteriore ridotto dando la sensazione che l’intero corpo vettura sia stato spinto verso il retro da una forza cosmica, che insieme al lunghissimo cofano motore, donano slancio all’intero corpo vettura. Gli interni , cosi come gli esterni, mostrano una chiara influenza proveniente da modelli stilistici del passato. La plancia, molto avvolgente, propone una palpebra sotto la quale sono posizionati tutti gli strumenti principali, tutti racchiusi in tre cilindri in grigio satinato. Al centro della plancia trova posto una consolle centrale in grigio satinato costituita dalla radio/CD da due portaoggetti e, nella parte bassa, dal climatizzatore. I sedili anteriori, particolarmente avvolgenti, presentano una seduta piuttosto bassa nel rispetto della tradizione sportiva. Com’è d’obbligo che sia per ogni Alfa Romeo, anche la parte meccanica è degna della tradizione del marchio. Infatti la 147 è dotata di un raffinatissimo sistema sospensivo con ruote indipendenti a quadrilatero con doppio braccio oscillante e barra stabilizzatrice articolata su giunti sferici all’anteriore e tipo McPherson con leve laterali inferiori ed aste di reazione, barra stabilizzatrice articolata su giunti sferici al posteriore. Il tutto completato dallo sterzo con sterzo assistenza idraulica e cambi manuali ed automatici a 5 e 6 marce. Questo pacchetto ha conferito alla compatta del biscione un tuning particolarmente indovinato ponendo la stessa ai vertici della categoria per feeling di guida e comportamento stradale. Stesso discorso per le motorizzazioni. Si partiva da un 1.6 Twin Spark da 105 e 120cv fino ad arrivare ai 150cv del 2.0 Twin Spark. L’unica motorizzazione diesel disponibile al lancio era il 1.9 JTD da 115 cv affiancato nel 2002 dal nuovo 1.9 Mjet da 140cv con tecnologia multijet. Il top di gamma era rappresentato dalla versione GTA che poteva contare sul V6 di 3200 cc e 250cv rinominato da tutti gli alfisti come Busso in onore dell’ingegnere Giuseppe Busso a capo del progetto che portò alla nascita del sei cilindri Alfa Romeo.
Puoi leggere anche questi articoli:
- Alfa Giulietta 2010 gli interni ( non definitivi )
- Alfa Romeo Giulietta le foto reali
- Ecco l'Alfa Romeo Giulietta
- Addio Milano, benvenuta Giulietta!
- L'Alfa Milano fermata dalla Polizei!
Articoli con più commenti:
- Alfa Milano in strada... (1631)
- Accordo Fiat-Chrysler: quali ripercussioni su Alfa Romeo Milano? (1229)
- L'Alfa Milano secondo Diego Dalle Vedove (1121)
- Ecco gli interni dell'Alfa Milano (798)
- Spy Video: muletto Alfa Romeo Milano al Nurburgring (524)
- Alfa Romeo Milano si scopre sempre più (458)
- Alfa Romeo Milano: Ancora Spy del Muletto (430)
- Nuovo PS del frontale dell'Alfa Milano firmato Giuseppe Amici (389)
- Alfa Romeo Milano : il posteriore (381)
- SCOOP! Ecco il frontale dell'Alfa Milano (343)



Una lacrima sul mio viso…